la bocca con tanti denti

Un racconto da focolare, un mistero, un’antica leggenda o una spaventosa verità: tenetevi per mano e ascoltate la fobia di tutte le fobie per i maschietti e il segreto più segreto di molte femminucce. Per una volta, meglio non anticipare nulla. Silenzio.

Bambini, riunitevi intorno a me. Siete tutti maschietti, sì? Le vostre amichette sono ancora fuori? Mancano da settimane. Comunque, statemi a sentire: le femminucce hanno un segreto. Alcuni di voi già lo sospettano. Altri lo sognano la notte e poi si fanno la pipì addosso. Come? Siete troppo cresciuti per questo? Mah. Non saprei. Comunque, il segreto si perde nella notte dei tempi e continua a mettere paura. Per molti è la fobia di tutte le fobie. Se ne trova traccia in leggende messicane, maya, indiane, giapponesi, nordamericane. Ne parla anche Sigmund Freud, un medico che grazie alle sue intuizioni aprì nuovi straordinari orizzonti nonché i cancelli della…

Volete che mi sbrighi? E va bene. Capisco che la pazienza abbia un limite. Il segreto si chiama…

No. Non ancora. Immaginatevi un’apertura con tanti coltelli. Immaginatevi una bocca con denti da squalo. Soltanto che si nasconde…

Ehi, tu! Tu, Mario, in fondo! Non scappare! E dove, poi? Sta arrivando il bello!

Non è colpa mia se mi interrompete. La bocca con denti da squalo, dicevamo. Solo che si nasconde…

Filippo, accidenti! Non ficcarti le dita nelle orecchie! Non servirà a nulla!

… si nasconde tra le gambe di alcune donne. Giovani, mature, vecchie, non fa differenza. E si chiama vagina dentata.

Inspirate, espirate. Inspirate, espirate. Forza. Coraggio. Il peggio è passato.

C’è chi trema convinto e chi non vuole crederci. Voglio solo leggervi questo passo di un gentiluomo irlandese del diciannovesimo secolo. Chi prova a distrarsi si becca una bacchettata sulle dita. D’accordo, Mario?

“… E inebriato da  quel vino dal curioso sapore accettai l’invito della locandiera ad appartarmi con lei nella sua camera. La giovane Sheela, bruna e dallo sguardo ammaliatore, mi passò una lunga sigaretta dall’aroma penetrante come mai avevo avuto occasione di gustare. Dopo due o tre profondi tiri, caddi in una sorta di torpore interrotto da sprazzi di luce che sembravano nascere dal nulla, come fulmini di calore in un giorno d’agosto. Quasi dormivo e  però le gambe si muovevano ancora. La ragazza mi trascinò per un braccio che quasi non sentivo, spostandomi sul letto. Con una mossa da cavallerizza, mi montò a cavalcioni sulla faccia. Non portava sottoveste o altri indumenti intimi. Sarà stato il vino corretto con spezie misteriose, sarà stata la sigaretta dall’odore di fieno, ma davanti ai miei occhi vidi non il tesoro custodito da una vergine in fiore ma un abisso buio e senza speranza, orlato di denti color avorio appuntiti e minacciosi che risplendevano alla luce di quei fulmini arcani. Ripensai alle fiabe raccontatemi dai miei vecchi e mi ritornò in mente la vagina dentata, quel segreto che certe donne celano e che molti uomini temono. Con uno strattone mi liberai della giovane (o della creatura che non era di questo mondo?) e rotolai giù dal letto, precipitandomi lungo il corridoio, mentre alle mie spalle qualcosa rideva e rideva e rideva. Ma era un verso sguaiato e lancinante che non sembrava provenire da una bocca, ma piuttosto…”

Meglio che mi fermi qui. Vedo molti di voi con gli occhioni sgranati. Bambini, non abbiate così paura. Forse è soltanto una vecchia fandonia. E però. E però.

Filippo, tu che sei così bravo con internet, fai una rapida ricerca. Sì, basta anche il tablet. C’è Denti, un film del 2007, con protagonista una ragazzina colpita dalla stessa maledizione (o forse è un dono). Ci sono lettere di giovani  donne che asseriscono di soffrire di questo increscioso fenomeno. Ci sono messaggi  disperati di giocatori di rugby ancora sconvolti dopo un incontro simile a quello del nostro gentiluomo senza nome. Ci sono padri di famiglia che per il terrore da tempo non osano più avvicinarsi alle loro mogli. Ci sono racconti e romanzi e serie televisive dove la fessura ghignante che dimora tra le cosce….

Non voglio impaurirvi. Non voglio mettervi in guardia. Non voglio negarvi i futuri piaceri dell’incontro con la vostra anima gemella. Ma ultimamente stanno accadendo strane cose. Sarà il tempo. Sarà questa neve di cenere che continua a cadere. Sarà il freddo di questa scuola. Sarà le ombre che da giorni vediamo fuori. E quel brillare nel buio.

Filippo, mi dici che internet non funziona? Da settimane ormai è così. Pazienza. Piuttosto, mettiti un po’ di crema sulla faccia. Mi sembri scottato. Forse è stata colpa di quel bagliore lontano prima della neve di cenere e delle sirene.

Domani sarà la volta di un’alta storia. O forse anche più tardi. Tanto gli ululati fuori ci tengono svegli. Solo che non sembrano lupi. I versi sono sguaiati e lancinanti. Comunque, anche se non riusciremo a dormire un po’, non sarà certo…

… la fine del mondo?

 

(Horror Time, inedito, 2013)

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