morti di fama ci sarete voi!

Ho conosciuto Loredana Lipperini a metà Novanta, quando ancora vivevo a Milano e lei ci faceva la spola per condurre Lampi di primavera per Radio3. Ci eravamo trovati simpatici. Poi, nonostante i miei anni di trasferta romana un paio di lustri dopo, ci siamo riacchiappati di recente solo su Facebook.
Facciamo un libro, ci siamo scritti quasi subito, dopo convenevoli e chiacchiere di rito. Anzi, facciamo dei libri. Che vi piaccia o meno, il primo è questo.
Secondo me è figo, anche se non spetterebbe a me a dirlo. Però Lorenzo Cherubini in una recente intervista se l’è giocata da Sommo Profeta delle Italiche Sorti e allora il qui presente si sente perfettamente autorizzato a spararle grosse.
Sappiatemi/sappiateci dire. Forse leggendolo vi divertirete. E forse vi verranno in mente un paio di pensieri su microfama, nanofama, necrofama da web e ricerca della notorietà a tutti i costi.
Andiamo di classicissima anticipazione/estratto (nelle prossime settimane, altro a seguire, qui e sul tumblelog della creatura).
Tante cose e sogni rosa fluo.

Giovanni Arduino
Loredana Lipperini
Morti di fama
Iperconnessi e sradicati tra le maglie del web
Corbaccio Editore
in libreria dal 26 settembre 2013

Visitate mortidifama.tumblr.com e scrivete a mortidif@gmail.com

Benvenuti nella Nuova Rete, il tendone sotto il quale folle oceaniche si creano un’identità  e fanno di se stesse un prodotto da promuovere, un marchio.
Benvenuti dove miliardi di utenti documentano, condividono, amplificano e pubblicizzano ogni istante della loro vita e delle loro attività. Dove si alleano con altri marchi simili e alimentano la loro micronotorietà attraverso blog, Facebook, Twitter e decine di piattaforme e applicazioni, sfruttando l’approvazione d’impulso tipica dei social network. E dove rischiano di trasformarsi in ridicoli fenomeni da baraccone, condannati a venire presto dimenticati.

Il nostro non è esattamente un saggio sulla rete, anche se forse ne ha l’aspetto. Una volta, chiacchierando con un’agente letteraria americana, la parte maschile del dinamico duo che sta   scrivendo queste righe si sentì porre una domanda: «Sai perché i saggi sul porno e Internet in genere vendono poco?» Scrollata di capo. Subito dopo la risposta: «La gente guarda il porno e usa Internet. Perché dovrebbe anche leggerne?»
Memori di questa obiezione, e porno a parte (anche se qui entrerà di straforo), il nostro è un libro che parla del web anche se in realtà tocca bisogni da sempre fondamentali: la necessità di appartenenza, accettazione, riconoscimento e approvazione. E di Internet ricalca soprattutto la struttura: un flusso denso, ricchissimo di dati e informazioni, proteiforme, talvolta caotico e in continuo divenire, in continuo essere, disseminarsi, propagarsi, confermarsi e negarsi.
Ecco perché non è un saggio: il saggio dà l’idea di immobilità, di muffa che macchia le pagine. Ed ecco perché talvolta avrete l’idea di una sorta di sdoppiamento: a parte che gli autori sono due, la schizofrenia della rete non è una novità, per chiunque ci bazzichi da un po’.
Ma allora, se le cose stanno così (non è un saggio, non è esattamente su Internet), a cosa diavolo mi serve? Per quale motivo dovrei leggerlo o addirittura comprarlo?
Be’, Fedele Lettore, perché scommettiamo che ti meraviglierà. Perché è cibo per la
mente non adulterato e non OGM. Perché rischierà di scioglierti piacevolmente le sinapsi, come scriveva il blog Gawker a proposito della bacheca 4chan. Perché è un carrozzone di freak, gli «scherzi di natura» dei vecchi luna park, dove però i freak o i microfamosi (termine che imparerai a conoscere) non sono trattati con cinismo «e nessuno ride quando i fenomeni da circo abbandonano il tendone».
E poi c’è un segreto. Questo libro si accende senza bisogno di pile ricaricabili. Forza, Fedele Lettore, gira le prime pagine. Un avvertimento, però: non abbiamo idea di come si spenga.

Annunci