morti di fama forever: d-day

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Oggi giovedì 26 settembre 2013 (Santi Cosma e Damiano Martiri, per i precisini) esce in tutte le librerie dell’universo mondo Morti di fama e secondo noi una festa è il modo migliore per celebrare questo momento epocale. Quindi, ecco a voi Morti di Fama Forever, il web party che parte subito non si ferma mai o quasi. Come partecipare alla baldoria? Molto semplice.

–         procuratevi una copia di Morti di fama (lo sappiamo, sembra uno sporco trucco, ma facciamo finta sia una festa delle medie, dove si faceva colletta per assicurarsi la spuma bionda)

–         assieme alla copia del libro (basta un particolare in evidenza che la renda riconoscibile), fotografatevi nella posa/situazione più da Morti di Fama Forever che vi viene in mente. Per l’ispirazione, spulciate il nostro tumblelog, i video più gettonati su YouTube, i tormentoni da rete del momento, date prova delle vostre abilità di cosplayer, arruolate armate di gattini, improvvisatevi spocchiose wannabe webstar, trasformatevi in sosia di Miley Cyrus (o della sua palla da demolizione), Christina Aguilera, Grumpy Cat o whatever (soprattutto whatever). Insomma, fantasia al potere! Il potere alla fantasia! Dimostrate quello che siete capaci di fare per la vostra fame di (micro)fama! Non preoccupatevi delle figuracce: anche noi autori parteciperemo entusiasti con i nostri fidi collaboratori (no writers, no cats, no party, come tutti ripetono sempre)

–         Una volta sfornate le opere d’arte, diffondetele come meglio credete. Su Twitter, possibilmente taggandole #mortidifama  e mandandone notizia ai nostri account @GiovanniArduino e @LaLipperini. Su Facebook, se siete nostri amici, idem con patate. Se preferite mantenere l’anonimato, inviandole a mortidif@gmail.com  (con l’indicazione: sono il proprietario dei diritti di questa immagine e ne autorizzo la riproduzione e diffusione). Condivisioni a parte, quelle che più ci garberanno saranno pubblicate sul nostro seguitissimo (apprezzatissimo, strabiliantissimo, artigianalissimo) tumblelog 

–         Alla fine della bisboccia (una settimana, toh, ma potrebbe essere di più), l’allegro partecipante più… più… più non lo sappiamo ancora  (questo NON è un concorso) si vedrà recapitare a casa (nel caso dei gentili anonimi si studierà qualcosa) Il Libro Morti di Fama Forever del 2013. No, non il nostro, quello ce l’avete già (o almeno dovreste averlo), ma il volume che a nostro insindacabile giudizio meglio rappresenta il turpe e distorto desiderio della Microfama Letteraria e Globale, per la quale si è disposti a sacrificare capri al dio delle Scuole di Storytelling & Social LaQualunque, impreziosito da sgorbi e scarabocchi e dedica autografa di un disegnatore di assoluta microfamissima e di nostra provata (s)fiducia! Una copia unica, un pezzo da museo da mostrare a fidanzate, mogli, cuginetti, nipotini, figliolanza assortita, vicini di casa e kebabbari indocinesirumenopakistani all’angolo. “Cià, guarda che roba!” E tutto GRATIS! Che cosa desiderare di più?

Ricapitolando: Morti di Fama Forever. Il web party che parte subito e non si ferma mai o quasi. Siateci e stateci o ve ne pentirete. Non pretendete troppo e sarete soddisfatti (questo è una festa delle medie, lo ripetiamo, organizzata dagli autori, NON un Signor Concorso delle Vostre Odiate Multinazionali Cattive del Libro o di Uno Startupparo Con i Soldi che gli Escono dal Buco del Culo). Che aspettate a ingaggiare i randagi del quartiere per raggiungere la vostra brama di notorietà da quindici secondi? Perchè non agguantate Morti di fama, il viso nascosto dal vostro passamontagna rosa fluo con l’unicorno per l’immagine del secolo? Tanto è GRATIS! (e due. ciao. con preghiera di diffusione, come si diceva nel secolo scorso).

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morti di fama ci sarete voi!

Ho conosciuto Loredana Lipperini a metà Novanta, quando ancora vivevo a Milano e lei ci faceva la spola per condurre Lampi di primavera per Radio3. Ci eravamo trovati simpatici. Poi, nonostante i miei anni di trasferta romana un paio di lustri dopo, ci siamo riacchiappati di recente solo su Facebook.
Facciamo un libro, ci siamo scritti quasi subito, dopo convenevoli e chiacchiere di rito. Anzi, facciamo dei libri. Che vi piaccia o meno, il primo è questo.
Secondo me è figo, anche se non spetterebbe a me a dirlo. Però Lorenzo Cherubini in una recente intervista se l’è giocata da Sommo Profeta delle Italiche Sorti e allora il qui presente si sente perfettamente autorizzato a spararle grosse.
Sappiatemi/sappiateci dire. Forse leggendolo vi divertirete. E forse vi verranno in mente un paio di pensieri su microfama, nanofama, necrofama da web e ricerca della notorietà a tutti i costi.
Andiamo di classicissima anticipazione/estratto (nelle prossime settimane, altro a seguire, qui e sul tumblelog della creatura).
Tante cose e sogni rosa fluo.

Giovanni Arduino
Loredana Lipperini
Morti di fama
Iperconnessi e sradicati tra le maglie del web
Corbaccio Editore
in libreria dal 26 settembre 2013

Visitate mortidifama.tumblr.com e scrivete a mortidif@gmail.com

Benvenuti nella Nuova Rete, il tendone sotto il quale folle oceaniche si creano un’identità  e fanno di se stesse un prodotto da promuovere, un marchio.
Benvenuti dove miliardi di utenti documentano, condividono, amplificano e pubblicizzano ogni istante della loro vita e delle loro attività. Dove si alleano con altri marchi simili e alimentano la loro micronotorietà attraverso blog, Facebook, Twitter e decine di piattaforme e applicazioni, sfruttando l’approvazione d’impulso tipica dei social network. E dove rischiano di trasformarsi in ridicoli fenomeni da baraccone, condannati a venire presto dimenticati.

Il nostro non è esattamente un saggio sulla rete, anche se forse ne ha l’aspetto. Una volta, chiacchierando con un’agente letteraria americana, la parte maschile del dinamico duo che sta   scrivendo queste righe si sentì porre una domanda: «Sai perché i saggi sul porno e Internet in genere vendono poco?» Scrollata di capo. Subito dopo la risposta: «La gente guarda il porno e usa Internet. Perché dovrebbe anche leggerne?»
Memori di questa obiezione, e porno a parte (anche se qui entrerà di straforo), il nostro è un libro che parla del web anche se in realtà tocca bisogni da sempre fondamentali: la necessità di appartenenza, accettazione, riconoscimento e approvazione. E di Internet ricalca soprattutto la struttura: un flusso denso, ricchissimo di dati e informazioni, proteiforme, talvolta caotico e in continuo divenire, in continuo essere, disseminarsi, propagarsi, confermarsi e negarsi.
Ecco perché non è un saggio: il saggio dà l’idea di immobilità, di muffa che macchia le pagine. Ed ecco perché talvolta avrete l’idea di una sorta di sdoppiamento: a parte che gli autori sono due, la schizofrenia della rete non è una novità, per chiunque ci bazzichi da un po’.
Ma allora, se le cose stanno così (non è un saggio, non è esattamente su Internet), a cosa diavolo mi serve? Per quale motivo dovrei leggerlo o addirittura comprarlo?
Be’, Fedele Lettore, perché scommettiamo che ti meraviglierà. Perché è cibo per la
mente non adulterato e non OGM. Perché rischierà di scioglierti piacevolmente le sinapsi, come scriveva il blog Gawker a proposito della bacheca 4chan. Perché è un carrozzone di freak, gli «scherzi di natura» dei vecchi luna park, dove però i freak o i microfamosi (termine che imparerai a conoscere) non sono trattati con cinismo «e nessuno ride quando i fenomeni da circo abbandonano il tendone».
E poi c’è un segreto. Questo libro si accende senza bisogno di pile ricaricabili. Forza, Fedele Lettore, gira le prime pagine. Un avvertimento, però: non abbiamo idea di come si spenga.