not crazy

Nonostante il nostro Sleeparin, poche gocce di nebbia sottile oltre il fumo liquoroso, anche Odette a volte si lamenta nel sonno. Cerco di chiederle spiegazioni, la abbraccio ma scuote la testa. Non so per chi fossero quei fiori nella città a labirinto: la pietra era corrosa, il nome una raschiata  di carta vetro. Quando si rigira su un fianco, per la millesima volta passo il dito sul tattoo del clown che ride largo e le pianta i denti nel polso, un nano da circo blu e rosso contornato dalla scritta Not Crazy, una richiesta o una preghiera più che un’affermazione – ma nessuno può giudicare, nemmeno io, e se la verità fa male, lo so, e sul braccio mio spicca ben più grande un bersaglio concentrico,  tanto vale riaddormentasi, accarezzando le palpebre tremanti dell’unica persona per la quale ucciderei, morirei o canterei stonatissimo Caterina Caselli.

(Qui la spiegazione di questi frammenti)

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