stephen king, miglio 81

Miglio 81 è un giochettino piuttosto divertente. Ed è horror. Accidenti, l’abbiamo detta. La parola magica. Proibita. Il termine che non si deve usare (almeno non per il King post-National Book Award: non è roba da scrittore serio, suvvia). Non solo: è anche molto splatter. Parecchio. D’altronde, il nostro ha sempre sostenuto di amare il gross out, l’effetto raccapriccio. Splatter è un po’ che non si sente, si usa di meno, sarà anche demodé ma fa sempre colpo. D’altronde, che cosa vi aspettate dalla storia di una creatura aliena trasformatasi in station wagon lurida di melma collosa, acquattata in una stazione di servizio abbandonata,  pronta a inglobare e divorare chiunque le capiti a tiro? E il giochetto di cui sopra, per i fan hardcore, può essere piuttosto spassoso: citazioni e autocitazioni che abbondano, da Il corpo a La zattera a Christine, la macchina infernale e Buick 8 (ma naturalmente) a un episodio tamarro di X-Files a tutta una serie di film splatter (di nuovo! siamo incorreggibili!) molto molto molto anni Ottanta a…  scopritelo voi. Per il buon peso, una rilettura pop della parabola del buon samaritano. Davvero? Davvero. Però non vogliamo spoilerare troppo e ci fermiamo. Il meccanismo del trastullo noi ce lo siamo già rovinato, lo abbiamo già aperto e sezionato, per il solo fatto di aver tradotto Miglio 81. Ed è stato divertente…

(continua qui. have fun)

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