epitaffi per i non morti

Disegni qualcosa stasera?, mi chiede Odette.

Prima era il cinema, adesso le appoggio la testa sullo stomaco e ascolto tutto di lei e molto altro.

I miei fumetti corti corti, i miei epitaffi per i non morti, vengono pubblicati da tre o quattro riviste, due o tre quotidiani. Solo qualche graffio e poche parole in una nuvola gonfia, del tipo:

domani sarà peggio

Va bene così, perché anche leggere è diventato faticoso.

Hanno stampato le immagini anoressiche su magliette e portachiavi e altro; c’è a chi piacciono, come dice/diceva un amico. C’è a chi piacciono.

In genere non mi firmo, in calce al pensierino del giorno il bianco o il giallo o il chissà che del foglio. Se qualcuno mi trova e vuole un autografo o un’intervista, gli consiglio di girare la richiesta al mio cane, che non ho.

 

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